Con un’abbondante settimana di ritardo, eccomi dunque a raccontarvi il fantastico viaggio intrapreso nella magica e verde terra del Canada. Non è facile descrivere tutto ciò che ho avuto la fortuna di vedere perché non basterebbe lo spazio di un blog. Mi limiterò quindi, a malincuore, a raccontarvi ciò che è stata la storyboard del viaggio, linkarvi alcune delle 400 foto scattate e tentare di descrivere quanto più possibile le emozioni provate. Vi avverto subito che il post è un pippone immenso ma non ho saputo far di meglio ;)
Domenica 15 giugno: dopo otto ore di viaggio in aereo, trascorse piuttosto tranquillamente, arriviamo all’aeroporto di Montreal alle 18 circa, dove passiamo ai soliti controlli bagaglio/persona che fanno scendere le palle ben al di sotto del livello delle scarpe, ma ci tocca. Bagagli alla mano, siamo subito andati a ritirare la nostra auto a noleggio, una Toyota Rav4 bianca, spaziosissima e confortevole con cambio automatico, tettuccio apribile, climatizzatore bi-zona e navigatore satellitare. Con qualche difficoltà (più che altro non riuscivamo ad intenderci con la “signora” del navigatore”) siamo arrivati al nostro primo hotel situato sulla lunghissima Rue Sherbrooke, il “Cantlie Suites”. La nostra stanza era ampia ed accogliente, con addirittura due letti Queen size, una piccola cucina ed il bagno. Purtroppo era già sera quindi c’era solo il tempo per fare un giretto sulla Rue S.te Catherine, la più famosa per i negozi del quartiere nuovo. Montreal ricorda un po’ New York sotto molti punti di vista come lo stile di vita, la moda, il cibo ed i grattacieli, solo che qui sono frammisti a casette colorate su due piani, molto vecchie ma gran parte ristrutturate. Una perfetta unione fra America ed Europa.
Lunedì 16 giugno: come al solito sveglia alle 6, che ormai noi il fuso orario lo viviamo così, colazione da Starbucks e passeggiata nell’Old Montreal, che ho amato da morire. Partendo quindi a piedi dall’hotel ci siamo diretti verso il Porto e Piazza “Jacques Cartier”, il cuore romantico del Paese, circondata da vicoli stretti in stile parigino con casine basse e generosamente addobbate da fiori di tutti i colori. Una serie di Caffè e ristoranti si affacciano sulla piazza, con sedie e tavolini sotto le verande e diversi negozietti d’artigianato locale. Dalla piazza è un attimo arrivare al Porto dove una serie di ampi moli accompagnano la passeggiata verso il vasto fiume San Lorenzo, ed anche qui varie bancarelle di souvenir. Verso ovest sorgono edifici d’epoca come le chiese di “Marie Reine” o “St. Patrick” e l’affascinante Cattedrale di “Notre Dame”. Sempre in zona, in Piazza “Victoria” è possibile visitare la Città Sotterranea: una passeggiata di 30 km di negozi, caffè, ristoranti e cinema costruiti sotto il livello stradale ed utilizzati soprattutto d’inverno, quando fuori fa un freddo boia. Usciti dalla città sotterranea ci siamo diretti a Chinatown (o Quartier Chinois) con tutti i loro tipici negozi e pagode per poi rientrare nel quartiere nuovo, dove abbiamo trascorso la serata fra negozi e pub: Rue St. Denis e Boulevard St. Laurent pullulano di discoteche e piano bar, con musica jazz e folk dal vivo.
Martedì 17 giugno: ultimo giorno a Montreal e già mi vien da piangere. La mattinata è interamente dedicata alla visita del Giardino Botanico, dell’Insettario, del Parco Olimpico ed del Biodome. Il Giardino Botanico è immenso e magico, non importa se non si è amanti di fiori e piante poiché è davvero rigenerante trovarsi a passeggiare in uno sconfinato e curatissimo parco con più di 20.000 specie di piante e 30 diversi giardini tematici (quello cinese è stato quello che mi ha dato maggiori soddisfazioni), e durante la vostra rilassante escursione verrete accompagnati da anatre, uccellini cinguettanti e scoiattoli curiosi. L’insettario invece vanta una discreta collezione di bestiacce morte di vario genere (farfalle, ragni, vari bacarozzi) disposte in bacheche appese ai muri mentre nelle teche collocate al centro troneggiano insetti VIVI come scarabei, scarafaggi, giga-ragni, mantidi e chi più ne ha più ne metta. Non vi dico il ribrezzo, ma è stato emozionante il poter vedere ed affrontare così da vicino una delle mie più grandi fobie. Il pomeriggio invece l’abbiamo trascorso visitando accuratamente la Nuova Montreal e percorrendo le vie dello shopping come la lunghissima Rue S.te Catherine, la Sherbrooke Ouest, la meravigliosa Rue Crescent e la RueSt. Denis, tutte da vedere. Per caso ho trovato un incantevole negozio, piccolo piccolo, dove consiglio con tutto il cuore di far sosta; si trova dalle parti di Notre Dame e si chiama “Noel Eternel” - Rue St. Suplice n. 461 (al 453 c’è un fantastico negozio di Cupcakes, approfittatene!) dedicato al Natale e ad Halloween, con addobbi di vario genere ed anche molto originali ma non solo, maschere spaventose e vari villaggi in miniatura, oltre che una vasta collezione di sfere di neve molte delle quali dedicate al film “Mago di Oz” del ‘39. Comunque, qui c’è il sito www.noeleternel.com, buttateci l’occhio.
Mercoledì 18 giugno: all’alba partenza per Quebec City. Prendendo l’autostrada ci si metterebbero due ore e mezza ad arrivare, ma se posso darvi un consiglio almeno questo percorso fatelo su strada normale (Chemin du Roi, che costeggia il San Lorenzo), per godere del suggestivo panorama. Tutta la costa è un alternarsi continuo di piccoli villaggi, lussuose villette isolate e fitti boschi. Il nostro hotel “Chateau Laurier” si trovava su un’altura a pochi passi dal centro turistico. Quebec City è un grazioso paese relativamente piccolo, disposto in zona collinare a picco sul fiume. La zona vecchia è strutturata in una serie di piccole vie in discesa con casette colorate ed addobbate da un tripudio di fiori, bandiere e grandi dipinti sui muri. Sul cucuzzolo della collina domina l’immenso Chateau Frontenac, praticamente il castello di Walt Disney a misura umana ed oggi trasformato in hotel di lusso. Anche qui la zona portuale è da visitare, una lunga passeggiata dove ogni giorno vengono organizzate piccole festicciole con saltimbanchi, giochi per tutte le età, musicisti ed intrattenimenti vari. Quebec City è decisamente un continuo stimolo al divertimento ed i negozi di souvenir sono piccole opere d’arte.
Giovedì 19 giugno: all’alba partenza per Ottawa, 5 ore di viaggio in autostrada. Ottawa, rispetto a Quebec City, sa molto più di metropoli con grattacieli e traffico ma anche negozi per lo shopping e pub ovunque. Fortuna ha voluto che in quei giorni si festeggiasse il torneo delle costine di maiale arrosto (sì, detta così vien da ridere). La “Chicken & Rib Fest” è una locale gara fra diversi ristoratori, organizzata con bancarelle all’aperto dove ognuno cucina il porco a modo suo. Noi abbiamo avuto l’onore di assaggiare delle magnifiche costolette “Pork Ribs” ed un panino davvero succulento, il “Pulled Pork Sandwich”, fatto con straccetti di maiale arrosto e conditi con una salsa Bbq saporita e piccante, il tutto innaffiato da ottima birra. Ma SBAV SBAV! Cibo a parte, se avete la possibilità di presentarvi ad Ottawa durante i mesi estivi, la mattina c’è il cambio di guardia delle Giubbe Rosse al Palazzo del Parlamento, ed è un evento impedibile. Le migliori vie per lo shopping invece sono la Sparks Street e Rideau Street: in quest’ultima, oltre che ai classici negozietti, si sviluppa un grande mercato all’aperto con prodotti dell’agricoltura ed artigianato locali. Anche ad Ottawa la zona portuale regala una magnifica passeggiata.
Venerdì 19 giugno: per noi ultimo lungo viaggio on the road ed arrivo a Toronto in 4 ore e mezza circa. Toronto è un’enorme metropoli cosmopolita che, rispetto alle altre 3 città visitate, si mostra agli occhi del turista come più leggera e trasgressiva; un paese che ama il divertimento e la musica, che ospita diverse etnie quindi diverse affluenze artistiche/culturali. Tutto ciò, vi assicuro, esercita un gran fascino ed anche un po’ di timore. Yonge Street è il cuore della città, considerata dal Guinness dei Primati come la più lunga via al mondo, completamente percorsa da negozi, ristoranti, caffè e l’immenso centro commerciale “Eaton Center”. Salta immediatamente all’occhio la notevole presenza di locali per parrucchieri e per la manicure/pedicure ed i prezzi del servizio, vista l’ampia offerta, sono bassissimi: farsi la french o la ricostruzione delle unghie a mani e piedi costa solo 25 euro, mentre shampoo/taglio/piega dei capelli costa 15 euro, una miseria! Nel pomeriggio, proseguendo sulla Yonge Street, siamo arrivati nella zona portuale dove sorge l’imponente CN Tower che, con i suoi 550 metri d’altezza, domina su tutta la città. Il costo del biglietto per salire a 420 metri è di 21,5 dollari a testa e non c’è nemmeno da fare la fila, sono talmente ben organizzati che, nel giro di 15 minuti, eravamo già dentro l’ascensore. Ancora oggi non riesco a spiegarmi dove ho trovato il coraggio, visto che soffro di vertigini anche da sopra una sedia. Vivendo l’esperienza, col senno di poi, ho realizzato che non è stata tanto l’altezza ad impressionarmi quanto invece la sensazione di claustrofobia all’interno dell’ascensore, a mio parere sin troppo carico di turisti, che in neanche 50 secondi ci ha portati a 420 metri d’altezza. Potete quindi ben immaginare la sensazione di vuoto e soffocamento. Ne è valsa comunque la pena perché è impareggiabile la vista da lassù, a 360 gradi su Toronto ed il Lago Ontario. Fatto questo posso fare qualsiasi cosa, adesso.
Sabato 20 giugno: gita alle cascate del Niagara, da Toronto un’ora e mezza scarsa di macchina. Entrando nella città di Niagara si ha la netta sensazione di trovarsi in un parco divertimenti stile Gardaland costruito apposta per i turisti (ed infatti è così). In auto abbiamo percorso l’intero villaggio fatto di giostre ed attrazioni (che avremmo poi visitato con calma, dopo le cascate) per arrivare ad un grande giardino sviluppato lungo tutta la costa, dove si trovano i parcheggi. Muniti di biglietto (16 dollari a testa circa) ci siamo messi in fila per la famosa “Maid of the Mist”, ossia una crociera di mezz’ora sul Lago arrivando fin sotto le cascate stesse. Neanche 20 minuti ed eravamo già sulla nave con l’impermeabile, fornito dall’equipaggio, ben allacciato addosso. Non avete idea. Davvero, NON-AVETE-IDEA di quanta acqua possa arrivarvi contro durante il tragitto, soprattutto nel momento in cui la nave passa quasi sotto l’enorme massa d’acqua delle cascate che genera talmente tanto vapore da sopraffarvi e letteralmente vi ANNEGA, senza scampo. Davvero elettrizzante, la gente urlava e la maggior parte era irrimediabilmente infracicata. Il pomeriggio siamo tornati a Toronto dove ci siamo sbizzarriti nello shopping selvaggio di souvenir, visitando anche l’infinito Eaton Center (credo ne avremo visto solo un decimo), situato in una zona della città che ricorda tantissimo Times Square.
Domenica 21 giugno: in mattinata ultimo giro di spese sulla Yonge Street e nel pomeriggio la triste partenza per l’aeroporto e quindi viaggio di ritorno che, confesso, è stato l’unica nota dolente dolentissima. Il nostro “scompartimento” era totalmente composto da pakistani con famiglia a carico, una marea di bimbi di qualsiasi età che ha deliziato le nostre orecchie, per tutta la notte, con pianti e strilli. Nonostante i tappi per le orecchie si sentivano lo stesso ed è stata una tortura per 6 interminabili ore, tanto che dallo sfinimento mi è venuta persino una crisi di pianto che non accennava a smettere. M’avevano davvero fatto uscire di testa.
Comunque sia, è stato un viaggio fantastico fatto di emozioni ed esperienze molto diverse fra loro ed un continuo stimolo alla curiosità. Si soddisfa la vista tanto da ubriacare, si vedono paesaggi disparati ed una natura vasta ed incontaminata.
Curiosità:
Quanto mi è costato: per due persone volo, noleggio auto con assicurazione, i vari hotel e l’assicurazione sanitaria ho speso 3.340 euro. Per vivere invece ho speso altri 800 euro circa (consiglio di partire con 1000 dollari canadesi in contanti e carta di credito). Considerate comunque che non ho fatto molto shopping, ma comunque sono città davvero poco costose. L’unica cosa che prosciuga il portafoglio sono i parcheggi, si è praticamente costretti a tenere la macchina nei parcheggi degli hotel che mediamente costano 20 dollari a notte, mentre per girare le città c’è sempre da sborsare dai 3 dollari in su visto che di parcheggi liberi non ne esistono, se non in periferia nei centri commerciali o negli autogrill. Altra cosa, quando si acquista qualcosa (anche al ristorante, ovunque) tenete sempre conto delle mance se si tratta di un servizio (15% circa sul conto) e delle tasse che nel prezzo esposto non appaiono MAI, e vanno dal 4 al 12% circa, quindi occhio.
Cibo: la cucina canadese è varia, di ristoranti etnici ne troverete ovunque e neanche troppo costosi, comunque noi spendevamo mediamente 50/60 dollari al giorno in due fra colazione, pranzo, merenda, cena e spuntini vari. Ecco, la pulizia non è molto contemplata qui, SAPPIATELO. Ho faticato molto a non notare lo zozzume e spesso non ci si poteva appoggiare al bancone o ai tavoli per il rischio di rimanerci incollati. Cercate di notare il meno possibile e vivrete abbastanza serenamente. Anche nelle stanze d’albergo sono piuttosto approssimativi. Vabé…
Sicurezza: A Montreal ma soprattutto a Quebec City si può girare tranquillamente anche a notte fonda, mentre non me la sento di dire lo stesso per Ottawa e Toronto. Più che altro è impressionante la presenza di barboni, quindi cercate sempre di fare attenzione alle borse ed a non passeggiare da soli in zone periferiche o poco illuminate.
Lingua: la popolazione parla francese/inglese. Nella zona del Quebec preferiscono parlare principalmente francese, mentre in Ontario l’inglese. Vi ritroverete spesso in situazioni molto buffe nelle quali vi verrà spontaneo passare dall’inglese al francese nella stessa frase che state pronunciando, ma il vostro interlocutore saprà comprendervi, sono abbastanza pazienti da questo punto di vista. Ciò che mi ha lasciato perplessa invece è stato l’apparente distacco che il Canada cerca di tenere dagli Stati Uniti, sembra quasi che ci sia un malcelato odio fra i due Stati. Ne sapete qualcosa?
Qui vi linko l’album delle foto. Siccome non sono riuscita ad organizzarlo come volevo, vi consiglio di cominciare da pagina 6 seguendo le foto dal basso verso l’alto. Nel frattempo vedo se riesco a sistemarle.
Uh mamma, non credevo fosse così difficile fare la cronaca del viaggio in Canada! Ci sto mettendo parecchio, soprattutto perché di cose da raccontare ne ho troppe e non mi va di pubblicare un poema lunghissimo, quindi tagliuzzare il post qua e là mi pesa ma è doveroso.
Magari, nel frattempo, vi scrivo un paio di curiosità, eh? Dunque, le radio sono monotematiche, nel senso che passano gli stessi artisti spessissimo con l’inevitabile effetto da disco rotto. Per dire, ora là vanno alla grande “Bleeding love” di Leona Lewis (ancora?!?), “Pocketfulof Sunshine” di Natasha Bendingfield, “Violet Hill” dei Coldplay, uno strano tizio chiamato Colby O’Donis ma soprattutto “No Air” di Jordin & Chris Brown, ripetuti fino alla nausea che già dal primo giorno di viaggio li odiavo con tutta me stessa ed avevano frantumato le palle oltre il limite, una programmazione talmente ossessiva da sembrare una tortura. Al cinema invece sono in uscita i film “Wall-e” della Disney Pixar, “Hancock” con Will Smith, “Step Brothers” e "Semi-Pro" con Will Ferrell ed infine “The Love Guru” con Mike Myers. Non avete idea delle dimensioni della campagna pubblicitaria che, oltre la Tv, si estende in giro per le città con cartelloni giganteschi, locandine attaccate dai bus fino ai posti più disparati, proiezioni nelle vie principali ecc. In caso non lo sapeste, in America quando esce un film comico pare quasi che non esista altro o che a recitare sia lo stesso Redentore in persona, soprattutto se si parla di Mike Myers. Pensate che addirittura hanno aperto dei piccoli fast food chiamati “Love Guru” con grandi immagini del film appese all’interno dei locali, che verranno chiusi a proiezioni ultimate. Altro tormentone è Hannah Montana, che invade Tv e radio per la promozione dei suoi tour dal vivo ma in maniera talmente assillante che quasi quasi pure io mi convincevo a comprare un biglietto… bòh... manco fosse Madonna!
Infine, i programmi Tv: per la prima volta in vita mia ho visto la premiazione degli Emmy in diretta (di una noia m-o-r-t-a-l-e) ed ho invece notato quanto spopolino i reality sulla danza, ne avrò visti almeno 4 di diversi (e noi che ci lamentiamo di Amici!), oltre che i soliti telefilm, l’osannato cartone animato “Dora l’esploratrice” (che adoro anch’io) e talk show di tutti i generi. Ah già, c’è un canale tutto italiano dove mandano in onda “Vivere” (puahaha!), varie pubblicità parlate con uno stentato italiano e riguardanti prodotti canadesi dal risultato visivo ed uditivo alquanto ridicolo ed un Tiggì dove le notizie canadesi vengono lette nella nostra lingua. Dopo il Tiggì, esce il logo di Rai2 (!) e va in onda “Costume e società”, sempre con rubriche dedicate al Canada. Tutto ciò mi ha spettinato tantissimo, era sinceramente buffo e curioso. Per quanto riguarda infine lo spettegules, non si parlava d’altro se non del parto di Jamie Lee Spears sput*anata su tutti i fronti, dal nome dato alla pupa (Maddie Brianne, mioddio!) al compagno che non ha assistito al parto ma addirittura pare se ne sia fuggito via, e tante altre menate che potrete ben immaginare, fatto sta che era veramente sulla bocca di tutti.
Stasera invece, non appena tornerò a casa, posterò una foto di un manifesto di un locale strip che ho trovato a Montreal, ho bisogno di fugare un dubbio atroce...
UPDATE: Ecco la foto. Ditemi, ma non sono le veline Palmas/Barolo?!? E se sono loro, dite che lo sapranno?
p.s. Per chi seguisse “The Hills” come faccio io: HeidiMontag s’è messa a cantare…
Ma ciao!!! Son tornata, son stremata, felice ma distrutta. Devo ancora riprendermi dal fuso orario, ogni volta che tocco un divano m’addormento nel giro di 3 minuti netti e mi si risveglia solo con le cannonate. Sabato sarò un po’ più libera dagli impegni quindi farò la recensione del viaggio. Non vedo l’ora di racc… ‘spetta… che vi… stavo dic… ronf… ronf…
Fra 24 ore avrò il culo seduto in qualche fast food canadese a rifocillarmi dopo un lungo viaggio. I preparativi son finiti, le valigie fatte, pulita tutta casa e cosparsa di arbremagic alla vaniglia, i capelli sono stati potati dalla parrucchiera ed ormai non mi resta che attendere. Berrò un po’ di vino, stasera, così da assicurarmi una notte di coma profondo per partire riposata. Sveglia alle 6, arrivo in aeroporto alle 9, aereo alle 10.50, SCACAZZA solo a pensarci, spero non ci sia troppa bolgia ad attendermi. Spero di non scordare nulla a casa...
Mi impensierisce solo il fatto di lasciare il mio ufficio, la mia zona scrivania verrà barbaramente incasinata dai boss durante la mia assenza. Dovete sapere che c’è un tizio di una certa età che lavoricchia da noi da qualche mese, e non è di certo l’emblema della simpatia e dell’educazione. In poche parole fatichiamo a salutarci, ma mi frega anche poco. Ecco, questo quava in bagno e poi non-si-lava-le-mani… MAI! E con le stesse mani con cui ha sorretto l’aggeggio, tocca telefoni, penne e quant’altro. Inorridita da tale comportamento preistorico, cerco sempre di preservare la mia zona dalle sue grinfie ma la prossima settimana non potrò monitorare la situazione, e questo mi preoccupa. Al mio ritorno sarò schizzinosissima, lo sento!
A parte ciò, a parte che sto sclerando perché non vedo l’ora che arrivi domattina ed il mal di pancia è in agguato, colgo l’occasione per salutarvi tutti tutti tutti e mandarvi tanti bacioni ed abbracci! Se trovo un internet café ne approfitterò per controllare la posta e per salutarvi. Ora vado a riposare un attimo, che sono già uno straccio.
Natura, laghi, balene, orsi, insomma bestie varie ma soprattutto CUPCAKES, sto arrivandooo!!!
Ok, sono agitatissima! Le cose da mettere in valigia sono già pronte, l’incognita meteo è una variabile, nell’organizzazione dei vestiti, che non sopporto perché mi costringe a portar via sia maniche lunghe che corte, rubando spazio ad altro ed aumentando il peso del bagaglio. Sono arrivata alla conclusione che, in caso, comprerò laggiù, ma è sempre una rottura per me il NON SAPERE. Intanto è arrivato un pacco per me in Agenzia viaggi, da parte del Signor Canada, che già gli fa guadagnare 1000 punti sull’ospitalità, sperando di non venir smentita direttamente laggiù, a casa sua: una marea di depliant dimostrativi sulle varie attrazioni, piantine varie, una guida che mi risparmierà l’acquisto del Lonely (che costa una barca, tra l’altro) uno zaino ed un borsone tinta VERDE che fa tanto San Patrizio + un biglietto omaggio per una mini-crocera sulle Cascate del Niagara. Quest’ultima è stata davvero una gradita sorpresa poiché rientrava nei miei piani, ma devo ancora sconfiggere il terrore inconscio di “entrare” in quell’enorme massa d’acqua, non sapendo nuotare. Mi cacherò. A parte tutto, sono ancora senza dizionario tascabile di francese e senza aver pianificato nulla sull’itinerario, farò a caso credo, visto che non sono in vena.
Domenica scorsa ho fatto la prova dell’EN, consigliatomi dal dottore visto che stavolta non voglio farmi prendere dalla CACARELLA sull’aereo, ed ho notato con piacere quanto l’effetto di quelle gocce somigli ad un dopo-canna… spero di non straparlare con le hostess.
Bene, passerò per un saluto venerdì o sabato, intanto portate pazienza se in questi giorni latito ma la testa sta veramente su un altro pianeta... aiut...
La cosa più triste che ho visto ieri sera: John Turturro recitare in “Transformers”. Al di là del film in sé, che potrebbe fungere da lassativo in caso qualcuno ne avesse bisogno, vedere un attore di quel calibro recitare in cosette simili attira pubblico/attira soldi, mette una tristezza infinita. Sarà che ci si deve sfamare e mantenere la villa da 10.000 mq. ma, a ‘sto punto, meglio fare come Daniel Day Lewis, ossia il calzolaio in Toscana.
1) Sono assente, sono totalmente e completamente distante da me stessa e dal resto del mondo. Da sabato ho smesso di fumare, mi concedo solo due sigarette al giorno, sento che ce la posso fare. Se ci mettete anche che sono A DIETA potrete ben capire in che stato d’animo mi ritrovo. Dico solo che sono tesa come una corda di violino e soffro di bruxismo la notte ma, nonostante le aspettative, non do di testa, per lo meno adesso. E’ veramente dura rinunciare a qualcosa che ti piace, ma se tutto questo mi fa guadagnare in salute e SOLDONI ben venga. Ora, che qualcuno mi aiuti a perdere il vizio delle Mentos e soprattutto delle Alpenliebe al cioccolato e sono apposto.
2) Restando in tema dieta, ho comprato un attrezzo che è la fine del mondo. Ti distrugge come pochi ma ti regala delle gambe che manco DelPiero. Confesso che a fine sessione sono talmente sfiancata che chiedo alla macchina pietà.
3) L’ultima puntata di O.C. mi ha lasciata perplessa: si è passati in neanche mezz’ora dall’entrata di Ryan all’Università al suo pensionamento. Ecché, avevate fretta? Ma no, dico, spenderci almeno tre puntate pareva brutto? Comunque, tarallucci e vino come previsto.
Sempre in ambito serial, mi hanno regalato la quinta serie di “One tree hill”. Dopo ad aver scoperto di condividere con Peyton acconciatura e bicolore di capelli, mio malgrado molto stile anni ’80, noto con orrore che Nathan s’è imbruttito come pochi. Non voglio fare spoiler, d’altronde sono arrivata solo alla terza puntata, ma ha una pettinatura che fa tanto “truzzo 60enne al sabato sera in discoteca”, corti sopra e lunghi sotto. Bàh, RIPIGLIATI! Certo che vedere la serie in lingua originale è tutt’altra storia.
4) Devo ancora realizzare che fra due settimane partirò. AIUTO! Sono impreparata e non è da me. Non ho organizzato nulla, non mi sono studiata i Paesi che andrò a visitare, quali attrazioni vedere, non ho ripassato né l’inglese e né il francese… e devo ancora ribaltare casa! Sono in ritardo e non sono neanche così preoccupata, com’è possibile? Sento che dovrò recuperare tutto negli ultimi giorni, come quando si andava a scuola. Ma uffa, che mi prende?!?
5) Ho fatto un sogno stanotte, un carabiniere si era innamorato di me e mi faceva arrivare a casa ed in ufficio mazzi di rose rosse con delle piccole manette attaccate ad ogni stelo. Ora, c’è qualche anima pia presente in grado di interpretarmelo ed avvertirmi se devo iniziare ad inquietarmi? Grazie.
6) Infine, non so se avrò la possibilità di scrivere in questi giorni, fra i preparativi (ma quali?) ed il buttarmi un po’ avanti col lavoro prima di partire, che sennò quando torno trovo lo sfacelo. Sappiate però che vi voglio tanto bene. Emh... portate pazienza, sono in crisi d’astinenza.
Sinceramente e seriamente (che usato qui è un parolone) che ne pensate di Cogne? Giuro che ho tentato spesso di fidarmi della Franzoni, ma alla fine mi è sempre risultato difficile crederle. Non me lo spiego. Forse è stato il suo approccio con i media ad essere sbagliato, non so. Eppure sono anni, ANNI che si professa innocente, possibile che non abbia avuto mai un cedimento? Nonostante tutto la sento responsabile. Io credo che esistano davvero i 5 minuti, quelli che ti arrivano addosso come una valanga quando non ce la fai più, e ti assalgonoannullando tutto quel che sei e che ti fanno agire d’istinto animale, con il bisogno irresistibile di “cancellare” ciò che in quel momento t’infastidisce. In questo caso, il capriccio prolungato ed isterico di un bambino. Passati i 5 minuti, ritorni sulla Terra e non hai idea di cos’hai fatto. Talmente impensabile, l’azione compiuta, da risultarti incredibile e quindi inesistente. Secondo voi può essere possibile? Certo è che mi spiace per quei due bambini che, di punto in bianco, si ritrovano senza la mamma, per una cosa così agghiacciante.
Oh ma basta, BASTAAA, adesso mi sono scocciata! Non è possibile, ecché sono, avvertimenti?
Ricapitolando:
1) Domenica: sfiorato investimento da parte di un Hammer (...can’t touch this)
2) Martedì: parcheggio e spengo l’auto, neanche il tempo di aprire la portiera che il tizio di fronte fa retromarcia senza guardare se ci sono cose, persone, leoni, alieni ecc., PAAAMMMMMM! Esiste un modo più cogli*ne di fare un incidente?
3) Oggi: arrivo adesso a casa dall’ufficio; nel tragitto, un trattore passa affianco a me nella corsia opposta e fa partire un sasso che si schianta con fragore contro il vetro della mia macchina. Grazie al Cielo non ha causato danni, a meno che dal nervoso io non sia diventata pure orba.
Ora ditemi voi, visto che ‘ste sfighe capitano a giorni alterni, che devo fare visto che il teletrasporto ancora non è sul mercato? (…perché in realtà esiste, vero?)
Che dire di questa Verona che, neanche nel giro di 2 anni, ci ha regalato così tanta visibilità e protagonismo in Italia ed in Tv… eh sì, che dire? Prima Francesco Testi al Gf7, un uomo un vuoto, che sembra essere persino passato tra le grinfie coatte della Arcuri; poi la Miss Italia di quest’anno, Silvia Battisti. Non vedo questo programma da quando avevo 8 anni, ma ci metto la mano sul fuoco che di meglio ce n'erano... come sempre d'altronde; avanti quindi con i Sonohra, vincitori di Sanremo nella categoria giovani. Due fratelli, un mistero: uno grazioso, l'altro agghiacciante. Porello. Come si fa a vivere serenamente sapendo di essere "il fratello brutto"?
Tralasciando i tristi fatti di cronaca nera accaduti qui ultimamente, che ci hanno fatto passare tutti per dei cloni viventi di Hitler (senza che nessuno si prendesse la briga di dire che, forse, si stava generalizzando un po’ troppo), a breve avremo anche un altro portentoso personaggio che sventolerà come un’orgogliosa bandiera la cadenza veronese in Tv, “Il Metallaro” concorrente tra gli sfigati esclusi col suo “Tazzìn iuuuuu” alla finale di “X-Factor”, la settimana prossima. Cosa chiedere di più? Bòh, magari se mi impegno imparo a cantare con i rutti tutta “Supercalifragilistichespiralidoso” e partecipo al prossimo Guinness dei Primati della D’Urso.
p.s. Noi, naturalmente, tiferemo per la vittoria degli Aram Quartet, vero CRAQ?
1) Ieri mattina io e l’omo mio, nel parcheggio dell’outlet di Brescia, siamo quasi morti. Stava per investirci un HAMMER (no, dico, non una 500, eh!), guidato da una tizia che probabilmente aveva di meglio da fare che guardare se nella sua direzione di marcia ci fossero dei pedoni (bòh, si tagliava un’unghia incarnita?). Le ho urlato, con una faccia che se in quel momento mi fossi guardata allo specchio mi sarei fatta paura da sola (come Igor), e lei affranta ha chiesto scusa. Mi spiace non averle piantato il tacco 12 nella portiera, ma probabilmente avrei solo rovinato gli stivali. La cosa peggiore è stata che, poco dopo, mi son resa conto di esser fuggita senza nemmeno tentare di salvare l’omo mio. Neanche uno strattone, un avvertimento, niente, ho visto quella macchina accelerare ed ho corso, con il mio ombrellino sfigato in mano, senza tener conto di niente e nessuno. Se mi toglie il saluto ha ragione.
2) Sabato notte ho visto “World Trade Center” ed ho trascorso due buone ore sentendomi mancare il fiato. Per chi non lo sapesse, in sintesi, è la storia di due poliziotti rimasti sepolti vivi sotto il crollo della prima Torre. Inutile dire che la notte ho avuto gli incubi. Il giorno dopo vengo a sapere che, durante quella stessa notte, c’è stato un terremoto con epicentro nel mio paese, scala 2.8. Magari è una sciocchezza, non me ne intendo, ma è pur sempre un sisma. Ringrazio Dio di non essermene accorta, dopo un film del genere mi immagino alzarmi nel cuore della notte con le mani tra i capelli, urlando “ci hanno attaccati ossignoreaiutacitu via viaaaaa crolla tuttoooooo”, fuggendo come una pazza isterica in giardino, col peggio pigiama che potessi avere addosso FATALITA', e sempre dimenticandomi dell’omo mio. Roba così. La suggestione è una brutta bestia.
Ragazzi, scusatemi se posto un
secondo video ma, da quando l’ho trovato PER CASO, non riesco più a far altro. Mi
si sono annullati tutti i neuroni, mi fa impazzire. Ma perché non l’ho mai
saputo? Perché nessuno mi ha mai detto che Stevie Wonder partecipò a Sanremo
con questa MERAVIGLIOSA, meravigliosa canzone? Non posso più farne a meno, la
vorrei ascoltare all’infinito (quasi quanto “Don’t stop believin” dei Journey).
Ecco sì… per poi farmela andare in odio, un po’ come fa il nonno Dj di Ciccer.
1) Confesso, non ho mai visto “Sex & The City” e, per questo motivo, per un breve periodo, mi sono sentita un po’ fuori dal mondo. Poi ne ho fatto motivo d’orgoglio perché sinceramente, alla mia età, non mi va di pensare che il mio destino possa anche solo assomigliare vagamente ad uno di quelle 4 gallinesecche con la “fissa” al quadrato, ed un cervello che, se urli in un orecchio, senti l’eco. Magari è il serial più bello del mondo, per carità, è che mi rifiuto semplicemente di cascarci. Perché ci cascherei, lo so.
2) Ditemi se questo “coso” non ha la faccia come il cu*o più di qualsiasi altro attore nel mondo. Se invece esiste, e vive e lotta fra noi, fatemi un esempio.
3) Ma di solito non si aspetta che il protagonista sia schiattato? Esiste anche questo “Il Divo”, ma cosa/chi sono? Che musica fanno? Da dove vengono? Perché lo fanno? E perché quelle facce?
4) Non fosse stato per TvSorrisi non avrei mai saputo, qualche settimana fa, che sarebbe ricominciato l’ultimo “The O.C.”. Anzi, credevo che la serie fosse stata definitivamente chiusa con la morte della sempre simpatica et esuberante Marissa. Si nota chiaramente che le nuove puntate sono state fatte in fretta e furia, ma l’assenza di Platessa si sente ed infatti è tutto meno pesante. Talmente che Ryan sembra essere appena uscito da un intervento di lobotomia. Ora capisco che volete un finale alla tarallucci e vino, ma neanche far passare il ribelle protagonista come lo scemo del villaggio. Essù, un po’ di dignità, con tutto quello che gli avete fatto passare, fatelo almeno sbottare ogni tanto, un dito nel naso, un rutto, un’ultima scazzottata, qualsiasi cosa pur che dimostri di essere ancora vivo, per amor del cielo!
Questa cosa è sotto la finestra del mio ufficio da 3 ore circa. Io quella finestra la dovrei aprire. E' enorme. Dovrei… forse… forse dovrei… AIUTATEMI!!! Muoio…
Update: E’ andato, dichiaro ora del decesso 18.15, causa ciabattata del tizio che abita sopra l’ufficio. Gambe dappertutto, non avete idea delle dimensioni da “aperto”, mentre correva inutilmente, sembrava di vedere un topo. MAI PIU’, capito? Andate altrove, grazie. Ora ne vedo ovunque. Grazie comunque a tutti per il sostegno.
Ne
faccio uno, che, aiuto. Dunque, 3 giorni prima della partenza per New York, la
notte sono stata male, svegliandomi di soprassalto con un dolore allo stomaco difficile
da descrivere tanto era potente. Cosciente che non potesse essere stata la
peperonata, visto che ne ero sprovvista, e non capendo se ci fosse la concreta possibilità
che mi uscisse improvvisamente un Alien dallo stomaco, la mattina mi
sono subito precipitata dal dottore per una cura rapida ed indolore, che mi
facesse partire tranquilla. Dopo avermi rassicurata che alla fine era un
sintomo dovuto al cac*rsi sotto per l’agitazione, mi prescrisse buscopan e
fermenti lattici, e tanti auguri di buon viaggio con un’espressione che
suggeriva “per favore, non rompere più le balle per stupidaggini simili, che ci
sarebbe arrivato pure il mio figliolo di 10 anni”.
La
mattina della partenza, come prevedibile, iniziò male grazie ad una simpatica
sensazione di nausea addosso che mi son portata dietro, assieme ai trolley, da
casa fino al check-in in Aeroporto. Mi prese un po’ il panico ma non lo dissi a
nessuno, per non disturbare. Credo di essere stata bianca come un cencio e mi
mancava l’aria, avevo i sudorini freddi della morte e forse ho visto pure dei
folletti farmi il gesto dell’ombrello, seduti sul rullo delle valigie da stiva,
ma fa niente. Distratta poi dal circondario e dall’immensa tristezza della sala
d’aspetto del Catullo, fortunatamente mi è passato tutto.
Ma il dramma
attendeva dietro l’angolo ed è sbucato improvvisamente quando sono salita in
aereo: un mal di pancia (chiamiamolo così, eh?) terribile grazie al quale il
bagnetto-bunker dell’aereo sarebbe poi diventato il mio effettivo compagno di
viaggio. In 10 ore gli ho portato i miei cari saluti per ben 10 volte, cosa che
se fosse successa alla Marcuzzi non si sarebbe più lamentata di mancata
“naturale regolarità” per tutta la vita. Considerando anche il fatto di quanta
poca confidenza io riesca a prendere con i cessi altrui, potrete ben immaginare
la mia fatica psicologica senza contare il dover subire, in quelle disperate
condizioni, i vuoti d’aria del velivolo. Nel frattempo l’Imodium era diventato
la mia droga e, dopo ad averne presi 4 ad intervalli regolari, il mal di pancia
si è fermato e l’ho, con immenso piacere, dimenticato per sempre in quel
maledetto bagno. Ma dimenticato definitivamente per davvero, perché grazie a
quelle maledette pastiglie non ho più visto un bagno fino al mio rientro in
Italia, facendomi sentire un dirigibile. Ecco, adesso chi me lo toglie il
pensiero che fra un mese l’ansia non possa giocarmi nuovamente lo stesso
scherzo? Sticà…
Riflettevo a quanto soffro le pene dell’inferno quando, qualche giorno dopo l’epilazione dell’inutile sterpaglia che invade il nostro femmineo corpo, essi ricominciano a crescere. Quindi mi chiedevo, ma voi maschietti quando vi fate la barba ed inizia a ricrescere, cosa provate, cosa sentite in faccia? Bòh, nel turbine della fantasia m’è persino apparsa in mente l’immagine di Hellraiser.
A
Giugno, se tutto va bene, parto per il Canada. Se normalmente vivo le mie
giornate un po’ a ca*zo, dovete sapere che quando devo intraprendere una
vacanza mi trasformo e divento “Super Vicky la bambina robot” e nell’organizzazione
sono più precisa e pignola di un Pc. Potrei suddividere l’attesa all’avvento in
5 particolari fasi.
La
prima è la fase cosiddetta “facciamole credere che il lavoro grosso lo fa lei”.
Innanzitutto se la località è lontana, almeno 3 mesi prima della data stabilita
mi affido all’Agenzia Viaggi di Elisabetta e mi faccio consigliare volo,
alberghi e vari tours. Ma la verità è che il suo lavoro crea il mio, e non
perché lei non ne sia in grado, anzi, sono io la masochista. Quindi una volta
ricevuta la bozza inizio a violentare internet alla ricerca di foto e
descrizioni degli hotel proposti, nonché dei commenti di chi ci è già stato
spulciando e silurando soprattutto quelli con igiene scarsa. Nella mia testa
comparirà un’immaginaria tabellina con i pro ed i contro dei vari alloggi, che
si dissolverà solamente un anno esatto dopo. Ancora oggi potrei recensirvi con
precisione svizzera tutti gli hotel presenti a Manhattan. Poi passo all’analisi
dei tours proposti, delle alternative e degli usi e costumi del luogo.
Prenotato
il viaggio, inizia la seconda fase “casa sei ancora in tempo per scappare”, che
nasce a due settimane dalla partenza nelle quali rivolto tutto come fosse un
calzino. Pulisco qualsiasi cosa manco mi preoccupassi di far trovare la casa
linda e confortevole ad eventuali ladri (o fantasmi, o venusiani). Nulla sfugge
alla mia furia igienista, finestre, porte, balconi, mobili della cucina dentro-fuori-sopra-sotto,
con progressivo svuotamento e sbrinamento del frigo e del mio cervello anche,
cassetti, armadi,ripostigli, ospiti
occasionali e così via, tutto dev’essere immacolato. Mi ritrovo il giorno prima
della partenza con neanche un tozzo di pane secco da mangiare.
Nel
frattempo entra in gioco la terza fase “cerchiamo di non portarci dietro la
casa” ossia l’organizzazione delle valigie, ed è quella che mi diverte e mi fa
incaz*are di più; preparo una lista delle cose che sono abituata ad usare tutti
i giorni, niente di più e niente di meno, dai trucchi ai prodotti di bellezza,
dai vestiti all’oggettistica. Per non parlare della trousse medicinali, lì non
transigo, portando tutto che possa curare tutto… credo di avere anche un
vaccino contro la peste bubbonica, là dentro. Tutti i medicinali vengono
riposti con ordine, rigorosamente non scaduti, senza scatola ma con le
istruzioni allegate. La prima versione della lista, una volta finita, viene
passata al setaccio eliminando il superfluo; non molto, a dir la verità. E’ che
voglio essere pratica, ma fino ad un certo punto altrimenti che femmina
sarei?!? Con la lista definitiva pronta inizio a collocare le cose nelle varie
valigie e trousse, organizzandole in tal modo che se per sfiga una valigia non
dovesse arrivare a destinazione, nell’altra ci sarebbe l’equivalente necessario
per vivere 3 giorni in pace (ma doooveee!!!). Questa lista verrà redatta e
vidimata in tre copie: una resta a casa, una viene consegnata alla mamma con
relativa celebrazione solenne “porca miseria, vedi di non perdertela!” ed una
viene in viaggio con me.
Si
passa quindi alla quarta fase “cura della persona, che non si voglia viaggiare
in modalità scimpanzè”, quindi appuntamento dalla parrucchiera una settimana
prima ed estirpazione/disboscamento di tutto il pelo che non mi serve proprio
(non che io aspetti solo le vacanze per farlo, eh, sia chiaro!).
Siamo
alla quinta ed ultima fase “quest’anno chi sarà lo sfortunato a tener
d’occhio casa?”.Lo sciagurato sta seduto
in cucina, con me che giro attorno al tavolo guardandolo con diffidenza onde
cogliere ogni singolo cedimento. Gli consegno un po’ ritrosa le istruzioni da
seguire nel controllo-cura dell’appartamento, scritte al Pc rigorosamente col
Times New Roman dimensione 18, così che tutto sia il più chiaro possibile, e
che non mi si venga a dire “mica l’avevo capito che con le piante ci dovevo
parlare in gallese”. Successivo interrogatorio al malcapitato sulle cose
scritte, al fine di ponderare quanto effettivamente abbia compreso dell’ingrato
compito. Che poi io non sono così cattiva, di solito chi tiene la mia casa poi
riceve il souvenir più bello, ecché!
Alla fine della fiera, arrivata al giorno della partenza sono stremata
ma con un entusiasmo senza pari che fa passare tutto. Ora, dopo ad aver letto ‘sto
bel popò di roba, potrete ben immaginare quanto mi indisponga l’essermi
ritrovata così in ritardo sulla tabella di marcia, essendo alla primissima fase
di organizzazione e ad un solo mese dalla partenza. E’ che fortunatamente è un
periodo in cui mi infervoro brevemente e prendo tutto con filosofia, altrimenti
a quest’ora mi sarebbe già partito un embolo e sarei trasfigurata nella strega
Grimilde.
Ciao amicici di questo Blog
ormai alla deriva. Eh no cari miei, TIE’! Ecco, qui c’è un vulcano che pare spento
ma in realtà è pronto ad eruttare. Ok, evitiamo battute. No, ecco, qui c’è una fenice pronta a risorgere
dalle proprie ceneri. Meglio.
Tornerò a brevissimissimo, intanto lasciate pure commenti
o argomenti a random ;)
Colgo l’occasione per salutare tutti coloro che hanno scritto commenti o e-mail: Vi voglio bene! A prestoooooooooooooo,
pistaaaaaaaaaa!!!
Gente,
ho da poco visto una PALLA DI FUOCO in cielo. Alle ore 23.30 passate,
all'uscita di un ristorante nei pressi del Lago di Garda, ho visto
cadere dal cielo una palla arancione con una lunghissima scia
azzurrina che, cadendo da qualche parte, ha provocato un evidente
bagliore rosso e giallo. Talmente vicina che pensavo fosse un fuoco
d'artificio. Inizialmente ero convinta di essermi avvinazzata un po'
troppo, ma appurato che anche gli altri astanti l'avevano vista ho
iniziato leggermente a ca*armi sotto. Ora, uno intelligente che mi
spieghi cosa cavolo potesse essere, grazie.